Cohousing a Roma – Incontro di benvenuto del 23 agosto 2025

Ci incontriamo al coworking Officine Libetta per parlare di cohousing a Roma.

  • Cosa: Incontro
  • Dove: Officine Libetta – Via Giuseppe Libetta 15c, Roma (Metro B Garbatella)
  • Quando: 23 agosto 2025 @ 16.00

Report

Il giorno 23/08/25 ore 16.15 presso le officine libetta sono presenti: Barbara, Cori, Francesca, Luca, Lucia, Maria Grazia, Sara Sonia, Stefanella. Su piattaforma meet Angela, Anna S., Marco G., Roberta B. (potrei aver dimenticato qualcuno, perchè sono stati presenti poco poichè cadeva la linea).

Prende la parola Marco, ricordando soprattutto ai nuovi della associazione Coab aps istituita a Dicembre 2024, e di aver iscritto l’associazione al forum comunale per la concessione di immobili sequestrati alle mafie. Tra gli intenti richiesti alle associazioni per l’iscrizione, c’è proprio quello per la creazione di un cohousing. In passato queste assegnazioni erano molto lunghe, ora i tempi si sono accorciati perchè le associazioni del terzo settore possono fare richiesta direttamente per via telematica. Secondo lui, vista la difficoltà di trovare a Roma intere palazzine da adibire a cohousing questa è una alternativa da seguire.

Inoltre una volta ottenuto l’immobile si potrebbe affittare ai futuri cohouser in due modi.

  1. una parte a persone non svantaggiate a canoni normali.
  2. una parte a categorie fragili come : disabili, anziani, famiglie monoparentali, studenti fuorisede a canoni calmierati.

L’agenzia delle mafie, richiede ai partecipanti almeno tre anni di esperienze nel settore, per cui bisognerebbe creare un gruppo di associazioni a cui unirsi. Gli immobili disponibili, possono essere visionati direttamente sul loro sito.

Un’altra via che si potrebbe seguire per un cohousing su immobili  comunali,  è quella delle C.E.R. (comunità energetiche rinnovabili), con il montaggio di pannelli solari sui tetti. Un immobile adatto a questo scopo potrebbe essere l’ex scuola del Trullo. A tal proposito Marco, sottolinea l’importanza della presenza di eventuali professionisti del settore nel gruppo quali architetti, ingegneri ecc.

Prende la parola Stefania,che sottolinea che per creare idee a livello sociale, non serve essere un professionista, un progetto culturale e creativo può nascere anche da non esperti, anche perchè si chiede chi pagherebbe questi professionisti.

Marco ricorda quali potrebbero essere i metodi per trovare dei fondi:

  1. Equity crowfounding (ricorda l’esempio di Scomodo).
  2. Social bonus, sconto fiscale per le persone che fanno donazioni alle associazioni, ovviamente bisognerebbe trovare il modo per coinvolgere queste persone con capacità economica cospicua.
  3. Fondi europei, generi di fondi già esistenti da tempo.

Si invitano le persone presenti per la prima volta, a fare una breve presentazione e ad indicare come pensano si possa realizzare il loro cohousing ideale.

Stefania: pensa che un cohousing serva essenzialmente per evitare l’isolamento di cui più o meno soffrono tutte le persone al tempo d’oggi.

Le piacerebbe poter creare laboratori artistici ed artigianali all’interno, non è a favore del coliving nè del cohousing in acquisto.

Cori: si sta ritrasferendo a Roma dopo dieci anni di permanenza a Londra dove ha lavorato come fotografa e dove ha gestito per 8 anni un cohousing, svolgendo all’interno le più svariate attività.  Dopo questa esperienza di vita in cohousing non riuscirebbe a vivere in un comune appartamento. Sta vagliando anche l’opportunità di andare a vivere in un ecovillaggio.

Ha partecipato ad un corso sul crowfounding, per cui si offre di aiutare nell’organizzazione  di una eventuale raccolta.

Sara Sonia: per lavoro si occupa di marketing ha avuto esperienze di coliving per 7 anni, dove svolgeva le funzioni di capogruppo per portare avanti le normali mansioni di un appartamento.

Si occupa di gestione di gruppi di lavoro e si sta formando per diventare project manager.

Consiglia di cominciare a buttare giù un progetto scritto.

Angela: già presente su meet la scorsa volta, prende la parola ricordando la sua esperienza di occupazione dello stabile al Porto fluviale, nel quale adesso il comune sta facendo dei lavori per trasformarlo in case popolari.

Cori chiede perchè è stato scelto il mezzo dell’associazione e non quello della cooperativa, Marco risponde che visti i costi di gestione di una cooperativa sociale, compresa la rendicontazione con un commercialista a Dicembre è stato scelto il mezzo dell’associazione.

Alle 18.00 Lucia e Stefania lasciano la riunione per tornare a casa.

Barbara si presenta brevemente, ricorda che l’associazione è nata proprio con l’intento di partecipare a dei bandi pubblici, e chi fa parte del direttivo lo ha fatto essenzialmente per dare un piccolo contributo economico all’associazione, il tempo al quale si sono dedicati alla stesura di un eventuale progetto è stato nullo. Si trova in una fase di stanchezza e demotivazione personale.

Francesca: ricorda che il suo modello ideale rimane quello del cohousing in acquisto tra un gruppo ristretto di persone, pur essendo iscritta all’associazione dall’inizio. Per tanto chiede a Marco, soprattutto in funzione degli eventuali bandi futuri, come poter fare per allargare il numero di iscritti all’associazione. Oppure di organizzare un incontro-chat tra gli attuali iscritti. Marco risponde che non è così importante l’iscrizione all’associazione, e che per quanto riguarda la vecchia sotto-chat degli iscritti è stata cancellata perchè  alcuni vogliono rimanere anonimi.

Maria Grazia: che è una psicologa specializzata in psicoanalisi, ricorda che la sua forma di cohousing ideale è quello misto, privato-affitto, non crede nel pubblico perchè troppo collegato alla politica.  Non vorrebbe aprire al quartiere il suo cohousing ideale perchè la “cura” di certi mali moderni porterebbe via troppo tempo e diverrebbe un lavoro. I gruppi si devono formare per assonanza e non costituiti a tavolino.

Luca: è uno psicologo, ha lavorato per piu di 25 anni con l’associazione Reverie, che si occupa di cura di persone con disagi psichici. E’ interessato a partecipare ad un cohousing con persone capaci di farlo, che se anche non attualmente preparate possano studiare per acquisire le giuste skills. Non vorrebbe essere usato per le sue capacità sia lavorative che artistiche come il canto o la recitazione di cui si occupa. In chiusura  Marco si prende l’impegno di scrivere un progetto con l’uso dell’intelligenza artificiale e di portarlo all’attenzione del  gruppo nella prossima riunione, che potrebbe essere il 14 o il 21 Settembre prossimo.

Ai presenti, le officine Libetta sono sembrate un posto ideale dove poter svolgere le prossime riunioni, luogo accogliente con tavoli, sedie, bagno tutto ad uso gratuito. Si auspica anche la futura presenza dell’architetto PietroPaolo che ha fornito gentilmente il luogo.

La riunione termina alle 18.30

Il verbalizzante

Francesca Gismondi

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